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ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE (ASD) E ATTIVITA' “BORDERLINE”: QUANDO SONO CONSIDERATE COMMERCIALI E QUANDO SONO DETASSATE

  Ci sono attività che le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) svolgono per finanziare l'attività principale (in termini di tempo ed energie dedicate), che rimane l'attività sportiva dilettantistica, riconosciuta dal CONI. Tali attività possono avere un collegamento diretto, palese, con l'attività sportiva mentre altre possono essere “borderline”, con un collegamento in parte o del tutto indiretto: queste ultime attività spesso sono considerate attività commerciali e comportano l'obbligo di dotarsi di partita IVA e di emettere fatture o registrare corrispettivi. Vorrei, in questo breve articolo, affrontare alcune di queste casistiche concrete, ed illustrare i riferimenti normativi, di prassi o giurisprudenza, ancorchè personali suggerimenti, derivanti dalla esperienza come commercialista. I DISTRIBUTORI AUTOMATICI NELLE PALESTRE E NEGLI IMPIANTI SPORTIVI E' una casistica molto frequente: diciamo subito che l'attività in questione è da inquadrare nel
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La SRL semplificata a confronto con la SRL ordinaria

  ORIGINE DELLA SRL SEMPLIFICATA (SRLS) La società a responsabilità limitata semplificata (SRLS) è stata costituita con la legge numero 27 del 2012, con lo scopo di rilanciare l’occupazione (in particolar modo quella giovanile), inserendo nell’ordinamento giuridico una forma societaria che fosse semplice da costituire. La SRLS, come anche la SRL tradizionale, è una società a responsabilità limitata: questo vuol dire che i soci non sono responsabili con il loro patrimonio personale, per i debiti della società stessa. Quindi se si costituisce una SRL, sia tradizionale che semplificata, le uniche somme che si rischiano di "perdere" sono quelle che si sono investite all'interno della società stessa: nessun creditore della società, per nessun motivo, potrà attaccare il patrimonio personale.   In tal senso, comunque, massima attenzione alla figura degli amministratori e alle possibili azioni di responsabilità, civili e penali, nei loro confronti. PRINCIPALI DIFFERENZE FRA SRL E

Associazioni e legge di Bilancio 2021: obbligatoria la partita IVA?

 Non bastavano i tanti mesi in cui si sono dovute limitare le attività associative per i provvedimenti governativi emanati per fronteggiare l'emergenza sanitaria per la diffusione del virus Covid Sars-19: questo anno 2020 sale alla ribalta delle cronache “del mondo del terzo settore e del no profit” per una vera e propria “minaccia” incombente . Le modifiche sono state introdotte nella legge di Bilancio 2021 sulla spinta di una delle numerose procedure di infrazione sollevate dall'Unione Europea nei confronti del nostro paese: in particolare questa procedura risale al 2010 ed è numerata come 2008. LE MODIFICHE 2021 ALLA NORMATIVA IVA PER LE ASSOCIAZIONI Il disegno di legge di Bilancio 2021, in discussione nei rami del Parlamento, prevede in un articolo una norma che, se approvata, andrebbe a modificare sostanzialmente la normativa IVA per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da : associazioni di interesse pubblico a favore di soci, associati e partecipanti;

La società a responsabilità limitata semplificata (SRLS)

  Indice: Origine della Srl semplificata (Srls) Principali differenze fra Srl e Srls Costi e adempimenti di costituzione Costi di gestione annui Adempimenti contabili Vantaggi e svantaggi Cosa non può fare una Srls Origine della Srl semplificata (Srls) La società a responsabilità limitata semplificata (SRLS) è stata costituita con la legge numero 27 del 2012, con lo scopo di rilanciare l’occupazione (in particolar modo quella giovanile), inserendo nell’ordinamento giuridico una forma societaria che fosse semplice da costituire . La SRLS, come anche la SRL tradizionale, è una società a responsabilità limitata : questo vuol dire che i soci non sono responsabili con il loro patrimonio personale per i debiti della società stessa. Quindi, se si costituisce una SRL, sia tradizionale che semplificata, le uniche somme che si rischiano di "perdere" sono quelle che si sono investite all'interno della società stessa: nessun creditore della società, per nessun motivo, potrà attacca

La gestione dei bar nei circoli privati e nelle associazioni

  Il bar gestito da un circolo ricreativo è da tanti oggetto di interesse sia per i gestori stessi che per l'amministrazione finanziaria e le amministrazioni locali. Cerchiamo, in questo articolo, di fare il punto sulla questione, partendo dalla normativa tributaria. E’ doveroso fare una premessa: quando si parla di bar di un circolo facciamo riferimento ad un locale (non aperto al pubblico) gestito da una associazione. Si può trattare di una associazione culturale aventi fini ricreativi ovvero di una associazione sportiva dilettantistica o anche di una associazione di promozione sociale: oltre a queste tre categorie di enti no profit ve ne sono chiaramente altre, ma credo che la maggior parte dei bar associativi ricadano all'interno della suddetta ipotesi. La base di riferimento per la normativa tributaria sono l' articolo 4 del decreto che disciplina l'IVA (il 633 del 1972) e gli articoli 143 e 148 del Testo Unico per le Imposte sul Reddito (DPR 917/1986, TUIR) rela

Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore ai nastri di partenza

  Il nuovo Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) , è pronto a fare concretamente il proprio debutto a livello nazionale, è uno strumento individuato dal Titolo VI del Codice del Terzo Settore. Solo iscrivendosi al registro è possibile definirsi Ente del Terzo Settore (ETS) nonché particolari tipologie di ETS quali le Organizzazioni di Volontariato (ODV) o le Associazioni di Promozione Sociale (APS). Esiste sia una struttura statale presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che soprattutto strutture operative presso le singole Regioni o le Province Autonome . Lo scopo della tenuta di questo registro è di fornire per la prima volta nella storia una sorta di pubblicità e trasparenza a tutti gli ETS , similare a quella in vigore da decenni per le imprese commerciali. Saranno consultabili da tutti, quindi, i dati di base, sia anagrafici che strutturali, dell'ETS nonché i rendiconti, le relazioni di missione, i bilanci sociali. Ogni ETS iscritto dovrà dotarsi

Auto fatturazione di beni e servizi per imprenditori e professionisti

  Ricorre molto frequentemente che nell'ambito di un'attività economica esercitata sia in forma d'impresa, sotto qualsiasi forma giuridica (impresa individuale o societaria) sia in forma di libera professione intellettuale, si verifichi il cosiddetto "autoconsumo" di beni e servizi . È un'ipotesi che ricorre tutte le volte che chiudiamo un'attività , anche in forma di impresa individuale, ovvero di studio professionale singolo o associato. I beni e i servizi in questione sono quelli acquistati dall'esercente l'attività economica ovvero direttamente prodotti o realizzati. Cosa significa "autoconsumo"? Si tratta di una destinazione dei suddetti fattori produttivi ovvero dei prodotti o servizi realizzati dall'attività a fini estranei alla stessa come ad esempio al consumo personale dell'imprenditore, dei suoi famigliari o del professionista e dei suoi famigliari o comunque, in ogni caso, quando i beni e i servizi sono destinati a fi

Le società sportive dilettantistiche a responsabilità limitata

 Nel 2002, con la legge numero 289, viene introdotta in Italia una rilevante novità nell'ambito delle forme giuridiche con cui è possibile svolgere l’ attività sportiva dilettantistica . Accanto alla storica forma dell'associazione , l'articolo 90 di quella legge delinea la forma della società di capitali, anche cooperativa . In realtà, il nuovo soggetto ( società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata , acronimo SSD a SRL ) ha caratteristiche ibride rispetto al diritto vigente: mantiene la natura di impresa commerciale dal punto di vista tributario , ma deve perseguire un fine non di lucro ovvero lo svolgimento di un’attività sportiva dilettantistica, a rilevante impatto sociale e con agevolazioni rilevanti in ambito tributario, sia ai fini delle imposte dirette che indirette. La scelta di optare per la SSD piuttosto che all'associazione attiene alla necessità di effettuare rilevanti investimenti nella struttura organizzativa in termini di beni materiali

La mutualità prevalente nelle società cooperative

 Le società cooperative sono forme societarie destinate all'esercizio di attività d'impresa che hanno caratteristiche peculiari rispetto ad altre forme societarie: •    il capitale sociale è variabile ; •    il loro scopo è “mutualistico” ; •    i soci godono di una responsabilità limitata . Esse sono comunque società di capitali e hanno la propria disciplina normativa di base nel Titolo VI del Libro V del Codice Civile : per quanto non disciplinato in tale comparto civilistico si applicano, per quanto compatibili, le norme che disciplinano le società per azioni ovvero, per le cooperative di piccole dimensioni, quelle che disciplinano le società a responsabilità limitata. Tra le altre caratteristiche che ritengo doveroso menzionare: •    gli amministratori possono essere anche non soci , seppur in misura inferiore ai soci che amministrano; •    è possibile aumentare il capitale sociale (ad esempio per accettazione di nuovi soci); •    ogni socio dispone di un voto anche se è