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La SRL semplificata a confronto con la SRL ordinaria

  ORIGINE DELLA SRL SEMPLIFICATA (SRLS) La società a responsabilità limitata semplificata (SRLS) è stata costituita con la legge numero 27 del 2012, con lo scopo di rilanciare l’occupazione (in particolar modo quella giovanile), inserendo nell’ordinamento giuridico una forma societaria che fosse semplice da costituire. La SRLS, come anche la SRL tradizionale, è una società a responsabilità limitata: questo vuol dire che i soci non sono responsabili con il loro patrimonio personale, per i debiti della società stessa. Quindi se si costituisce una SRL, sia tradizionale che semplificata, le uniche somme che si rischiano di "perdere" sono quelle che si sono investite all'interno della società stessa: nessun creditore della società, per nessun motivo, potrà attaccare il patrimonio personale.   In tal senso, comunque, massima attenzione alla figura degli amministratori e alle possibili azioni di responsabilità, civili e penali, nei loro confronti. PRINCIPALI DIFFERENZE FRA SRL E
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Associazioni e legge di Bilancio 2021: obbligatoria la partita IVA?

 Non bastavano i tanti mesi in cui si sono dovute limitare le attività associative per i provvedimenti governativi emanati per fronteggiare l'emergenza sanitaria per la diffusione del virus Covid Sars-19: questo anno 2020 sale alla ribalta delle cronache “del mondo del terzo settore e del no profit” per una vera e propria “minaccia” incombente . Le modifiche sono state introdotte nella legge di Bilancio 2021 sulla spinta di una delle numerose procedure di infrazione sollevate dall'Unione Europea nei confronti del nostro paese: in particolare questa procedura risale al 2010 ed è numerata come 2008. LE MODIFICHE 2021 ALLA NORMATIVA IVA PER LE ASSOCIAZIONI Il disegno di legge di Bilancio 2021, in discussione nei rami del Parlamento, prevede in un articolo una norma che, se approvata, andrebbe a modificare sostanzialmente la normativa IVA per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da : associazioni di interesse pubblico a favore di soci, associati e partecipanti;

La società a responsabilità limitata semplificata (SRLS)

  Indice: Origine della Srl semplificata (Srls) Principali differenze fra Srl e Srls Costi e adempimenti di costituzione Costi di gestione annui Adempimenti contabili Vantaggi e svantaggi Cosa non può fare una Srls Origine della Srl semplificata (Srls) La società a responsabilità limitata semplificata (SRLS) è stata costituita con la legge numero 27 del 2012, con lo scopo di rilanciare l’occupazione (in particolar modo quella giovanile), inserendo nell’ordinamento giuridico una forma societaria che fosse semplice da costituire . La SRLS, come anche la SRL tradizionale, è una società a responsabilità limitata : questo vuol dire che i soci non sono responsabili con il loro patrimonio personale per i debiti della società stessa. Quindi, se si costituisce una SRL, sia tradizionale che semplificata, le uniche somme che si rischiano di "perdere" sono quelle che si sono investite all'interno della società stessa: nessun creditore della società, per nessun motivo, potrà attacca

La gestione dei bar nei circoli privati e nelle associazioni

  Il bar gestito da un circolo ricreativo è da tanti oggetto di interesse sia per i gestori stessi che per l'amministrazione finanziaria e le amministrazioni locali. Cerchiamo, in questo articolo, di fare il punto sulla questione, partendo dalla normativa tributaria. E’ doveroso fare una premessa: quando si parla di bar di un circolo facciamo riferimento ad un locale (non aperto al pubblico) gestito da una associazione. Si può trattare di una associazione culturale aventi fini ricreativi ovvero di una associazione sportiva dilettantistica o anche di una associazione di promozione sociale: oltre a queste tre categorie di enti no profit ve ne sono chiaramente altre, ma credo che la maggior parte dei bar associativi ricadano all'interno della suddetta ipotesi. La base di riferimento per la normativa tributaria sono l' articolo 4 del decreto che disciplina l'IVA (il 633 del 1972) e gli articoli 143 e 148 del Testo Unico per le Imposte sul Reddito (DPR 917/1986, TUIR) rela

Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore ai nastri di partenza

  Il nuovo Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) , è pronto a fare concretamente il proprio debutto a livello nazionale, è uno strumento individuato dal Titolo VI del Codice del Terzo Settore. Solo iscrivendosi al registro è possibile definirsi Ente del Terzo Settore (ETS) nonché particolari tipologie di ETS quali le Organizzazioni di Volontariato (ODV) o le Associazioni di Promozione Sociale (APS). Esiste sia una struttura statale presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che soprattutto strutture operative presso le singole Regioni o le Province Autonome . Lo scopo della tenuta di questo registro è di fornire per la prima volta nella storia una sorta di pubblicità e trasparenza a tutti gli ETS , similare a quella in vigore da decenni per le imprese commerciali. Saranno consultabili da tutti, quindi, i dati di base, sia anagrafici che strutturali, dell'ETS nonché i rendiconti, le relazioni di missione, i bilanci sociali. Ogni ETS iscritto dovrà dotarsi

Auto fatturazione di beni e servizi per imprenditori e professionisti

  Ricorre molto frequentemente che nell'ambito di un'attività economica esercitata sia in forma d'impresa, sotto qualsiasi forma giuridica (impresa individuale o societaria) sia in forma di libera professione intellettuale, si verifichi il cosiddetto "autoconsumo" di beni e servizi . È un'ipotesi che ricorre tutte le volte che chiudiamo un'attività , anche in forma di impresa individuale, ovvero di studio professionale singolo o associato. I beni e i servizi in questione sono quelli acquistati dall'esercente l'attività economica ovvero direttamente prodotti o realizzati. Cosa significa "autoconsumo"? Si tratta di una destinazione dei suddetti fattori produttivi ovvero dei prodotti o servizi realizzati dall'attività a fini estranei alla stessa come ad esempio al consumo personale dell'imprenditore, dei suoi famigliari o del professionista e dei suoi famigliari o comunque, in ogni caso, quando i beni e i servizi sono destinati a fi

Le società sportive dilettantistiche a responsabilità limitata

 Nel 2002, con la legge numero 289, viene introdotta in Italia una rilevante novità nell'ambito delle forme giuridiche con cui è possibile svolgere l’ attività sportiva dilettantistica . Accanto alla storica forma dell'associazione , l'articolo 90 di quella legge delinea la forma della società di capitali, anche cooperativa . In realtà, il nuovo soggetto ( società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata , acronimo SSD a SRL ) ha caratteristiche ibride rispetto al diritto vigente: mantiene la natura di impresa commerciale dal punto di vista tributario , ma deve perseguire un fine non di lucro ovvero lo svolgimento di un’attività sportiva dilettantistica, a rilevante impatto sociale e con agevolazioni rilevanti in ambito tributario, sia ai fini delle imposte dirette che indirette. La scelta di optare per la SSD piuttosto che all'associazione attiene alla necessità di effettuare rilevanti investimenti nella struttura organizzativa in termini di beni materiali

La mutualità prevalente nelle società cooperative

 Le società cooperative sono forme societarie destinate all'esercizio di attività d'impresa che hanno caratteristiche peculiari rispetto ad altre forme societarie: •    il capitale sociale è variabile ; •    il loro scopo è “mutualistico” ; •    i soci godono di una responsabilità limitata . Esse sono comunque società di capitali e hanno la propria disciplina normativa di base nel Titolo VI del Libro V del Codice Civile : per quanto non disciplinato in tale comparto civilistico si applicano, per quanto compatibili, le norme che disciplinano le società per azioni ovvero, per le cooperative di piccole dimensioni, quelle che disciplinano le società a responsabilità limitata. Tra le altre caratteristiche che ritengo doveroso menzionare: •    gli amministratori possono essere anche non soci , seppur in misura inferiore ai soci che amministrano; •    è possibile aumentare il capitale sociale (ad esempio per accettazione di nuovi soci); •    ogni socio dispone di un voto anche se è

Fare l'amministratore di SRL: diritti, doveri e responsabilità

  Ecco quali sono i principali doveri e le principali responsabilità di chi fa l'amministratore unico o in collegio di una SRL, società a responsabilità limitata. Le società a responsabilità limitata (SRL) sono rappresentate legalmente dagli amministratori : in forma di singolo amministratore o in forma collegiale. I poteri e le competenze dell'organo amministrativo sono le seguenti: 1.    gestione ordinaria della società; 2.    redazione della bozza o progetto di bilancio di esercizio; 3.    redazione dei progetti di operazioni straordinarie; 4.    decisioni circa l'aumento di capitale sociale. I doveri cui l'organo amministrativo deve inspirare il proprio operato sono i seguenti: 1.    tenere i libri contabili e redigere il bilancio di esercizio; 2.    agire contro soci morosi; 3.    convocare l'assemblea dei soci se si realizza una perdita economica di esercizio superiore a un terzo del capitale sociale; 4.    accertare che si sia verificata una causa di scioglim

Enti No Profit: i controlli del revisore

  Con la riforma del Terzo Settore compare  sempre piu' spesso per un ente non commerciale la necessità o anche la volontà di affidarsi a un organo di revisione. Enti no profit e organo di revisione : un binomio non molto presente nell'ordinamento giuridico italiano ad eccezione degli enti di dimensioni più grandi, aventi natura di ente nazionale o con personalità giuridica. La riforma del Terzo Settore , in corso di attuazione, allarga i confini entro cui questo binomio andrà a concretizzarsi. E', quindi, importante sapere per un ente no profit o anche ETS di dimensioni non rilevanti cosa l'organo di revisione può o deve verificare. Accertamenti preliminari In via preliminare il revisore dovrebbe inquadrare l'ente da sei punti di vista : 1.    assetto organizzativo (organigramma); 2.    patrimonio netto (crediti e debiti, beni durevoli con un valore di mercato, garanzie e fidejussioni, le fonti di finanziamento dell'ente); 3.    attività svolte (progetti, utent

SRL unipersonali: i rapporti tra socio unico e società. Chi rischia?

  Le s ocietà a responsabilità limitata (SRL) possono essere costituite da un unico socio, possessore dell'intero capitale sociale. Ha un senso la costituzione di una società di questo tipo, la cui responsabilità del socio è limitata al capitale conferito, se il socio assume la figura di socio di capitale attribuendo l' amministrazione a uno o più soggetti diversi. Nel contesto delle micro imprese si assiste spesso alla gestione diretta come amministratore dell'unico socio: l'amministratore svolge un ruolo delicato e foriero di rischi di diversa natura, pertanto può essere chiamato in causa con azioni di responsabilità che non tutelano, quindi, il patrimonio personale del socio unico. I rapporti tra la società e il socio unico Qualsiasi tipo di rapporto (lavorativo, patrimoniale, contrattuale, ecc…) è bene che venga reso formale con atti aventi forma scritta . La forma scritta è fondamentale in un'ottica di opposizione a terzi e verso i creditori sociali. L'art

I soci lavoratori e i soci volontari nelle cooperative sociali

  Le cooperative sociali costituiscono una delle forme giuridiche mediante cui viene svolta l' impresa sociale e fanno parte del cosiddetto Terzo Settore. La normativa che le regola deve, quindi, fondersi o integrarsi con quella che disciplina gli Enti del Terzo Settore (ETS) e in particolare l'Impresa Sociale. Le categorie di soci nelle cooperative sociali Nelle cooperative, in generale, sono due le categorie di soci: quelli interessati al rapporto o scambio mutualistico cui è mirata l'attività ( soci cooperatori ) e quelli interessati ad investire nel capitale della coop per ragioni di mero interesse finanziario ( soci finanziatori ). Per entrambi vigono limiti connessi alla figura di socio: per i cooperatori vi sono divieti di ricevere utili o quote delle riserve di patrimonio netto sia durante la vita della cooperativa che in occasione dello scioglimento della stessa, per i finanziatori vigono limiti in sede di potere di voto e di scelte “politiche” all'interno d