Passa ai contenuti principali

Amatori sportivi volontari e lavoratori sportivi nelle ASD e nelle SSD



Uno degli aspetti più rilevanti della riforma del diritto sportivo è proprio l'aspetto giuslavoristico e quello della tutela assicurativa e pensionistica

Il 1 settembre 2021 dovrebbe (il condizionale è d'obbligo in Italia) entrare in vigore una parte importante di quella che è considerata una vera e propria riforma della disciplina giuslavoristica e contributiva del lavoro sportivo, sia dilettantistico che professionistico.

Scompare, infatti, la distinzione storica professionista/dilettante per introdurre una dicotomia ancora più marcata tra due tipi di nuove figure: l'operatore sportivo volontario (che definirei OSV) e il lavoratore sportivo (che definirei LS).

L'OSV è un volontario, un soggetto che presta la propria opera nelle ASD senza ricevere, sia in modo diretto che indiretto, alcuna retribuzione o mirare a finalità di lucro. Facciamo però un paio di premesse.

Chi sono le ASD e le SSD che applicano la normativa agevolata?

Si tratta di associazioni (ASD) o società (SSD) che fanno parte di una federazione sportiva nazionale (FSN) o di una disciplina sportiva associata (DSA) o di un ente di promozione sportiva (ETS) che ha ricevuto il riconoscimento dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI), presso il Ministero. A sua volta ogni singola ASD o SSD deve anche avere un numero di iscrizione al Registro CONI personale, dimostrando di possedere determinati requisiti, e lo deve dimostrare ogni anno. Dal 1 gennaio 2022 il Registro gestito dal CONI trasmigrerà presso il Dipartimento dello Sport presso il Consiglio dei Ministri e prenderà il nome di Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RNASD).

L'attività sportiva dilettantistica

Per poter accedere alle normative agevolate del settore, inoltre, occorre svolgere in via prevalente un'attività sportiva riconosciuta come tale dal CONI. L'elenco degli sport è tassativo e implementabile annualmente. Ad esempio al momento gli e-sports non sono inclusi.

Va detto che per attività sportiva non si considera solo l'esercizio diretto di attività sportiva a livello competitivo, agonistico, attrraverso gare e competizioni, ma anche tutte le attività connesse, quali formazione, didattica, preparazione alle gare, insomma i classici corsi sportivi.

Gli operatori sportivi volontari (amatori sportivi)

Chi sono?

Tipicamente i dirigenti accompagnatori, ma anche gli istruttori, i tecnici, gli addetti all'attività sportiva o le guide che operano senza ricevere alcun compenso.

Possono ricevere rimborsi?

Si, queste figure sono volontari ma possono ricevere rimborsi forfettari o anche indennità chilometriche per le trasferte, al di fuori del proprio comune di residenza, connesse direttamente all'attività sportiva riconosciuta dal CONI ed effettuate in nome e per conto dell'ente sportivo o in nome proprio ma autorizzate dall'ente sportivo. Possono ricevere anche premi, in relazione ai risultati sportivi ottenuti dagli atleti in competizioni sportive.

Vi sono limiti ai rimborsi? Come vengono tassati?

Non vi sono limiti ai rimborsi e sino alla cifra di 10.000 euro annui, per periodo d'imposta, sono considerati redditi diversi ma ESENTI da qualsiasi imposta sui redditi. Se si superano i 10.000 euro, tutta la cifra guadagnata è da considerarsi reddito professionale, e va quindi aperta partita IVA e fatturata. Il riferimento normativo è l'articolo 67 comma 1 lettera M del DPR 917/86.

Quali tutele ed obblighi contributivi sono previsti?

L'OSV deve essere assicurato per:

  • responsabilità civile verso terzi;

  • malattie legate all'impegno connesso all'attività sportiva dilettantistica;

  • infortuni connessi all'attività sportiva dilettantistica.

I lavoratori sportivi

Chi sono?

Tutti i soggetti direttamente o indirettamente coinvolti con l'attività sportiva dilettantistica che percepiscono compensi sportivi: atleti, direttori tecnici, direttori sportivi, preparatori atletici, direttori di gara. Al momento non è certo che gli altri soggetti (ausiliari all'attività sportiva, ad esempio addetti ai campi o alle palestre) possano rientrare in questa categoria ovvero tra gli OSV.

Quali contratti?

La ASD o la SSD potrà stipulare quattro tipologie di contratti con questi soggetti:

  • lavoro subordinato (dipendente) con comunicazione al Centro per l'Impiego, applicazione di contratto di lavoro nazionale e cedolino paga;

  • lavoratore autonomo a partita IVA, con fatturazione dei compensi sportivi;

  • collaborazione coordinata e continuativa con comunicazione al Centro per l'Impiego e cedolino paga;

  • lavoratore subordinato occasionale (ex vouchers).

Come vengono tassati?

Il lavoratore autonomo con partita IVA applicherà il proprio regime fiscale di riferimento (ordinario o forfettario) mentre per gli altri sportivi dilettanti vi è la solita esenzione di 10.000 euro valida ai soli fini fiscali.

Possono ricevere rimborsi non tassati?

Si ritiene che rimanga in vigore la possibilità di erogare ai lavoratori sportivi rimborsi di spese documentate per:

  • vitto;

  • alloggio;

  • viaggio;

  • trasporto;

sostenute in occasione di prestazioni sportive effettuate fuori dal territorio comunale di residenza del lavoratore sportivo. Queste cifre non entrano nella soglia esentasse di 10.000 euro purchè documentate in maniera analitica, coerenti con le finalità della ASD o della SSD ed effettuate nei giorni connessi all'evento sportivo.

Quali tutele assicurative sono previste?

Sia per i lavoratori subordinati che per quelli coordinati e continuativi occorre attivare la posizione territoriale ai fini INAIL, pagando il relativo premio annuale. Fanno eccezione soltanto i lavoratori sportivi autonomi con partita IVA.

Quali obblighi contributivi sono previsti?

Qui scatta la grande novità della riforma. I dipendenti avranno un Fondo Lavoratori Sportivi con trattenuta in busta paga mentre i coordinati e continuativi avranno la gestione separata INPS con aliquote che potranno arrivare anche al 33%! Ricordiamo che solo una parte è a carico del collaboratore (un terzo, dedotto nel cedolino paga) ma il costo incrementale, rispetto al passato, per la ASD e la SSD sarà rilevante ed obbligherà le ASD e le SSD a rivolgersi a consulenti del lavoro.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il nuovo regime fiscale delle attività commerciali svolte dalle Associazioni di Promozione Sociale (APS)

  Il 1 gennaio 2022 dovrebbe entrare in vigore il nuovo regime fiscale per le attività commerciali, di carattere secondario rispetto alle attività principali, svolte dagli Enti del Terzo Settore (ETS). Tale regime è stato disciplinato nel Titolo X del Codice del Terzo Settore (Decreto Legislativo numero 117 del 3 luglio 2017). Ho usato il verbo condizionale in quanto l'effettiva entrata in vigore è legata da un lato all'attivazione pratica del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, dall'altro all'autorizzazione necessaria della Commissione dell'Unione Europea, in quanto il regime fiscale disciplina anche l'imposta sul valore aggiunto (IVA), disciplina che va necessariamente armonizzata tra gli stati facenti parti dell'Unione Europea. In questo articolo tratto in modo specifico il nuovo regime fiscale previsto per le Associazioni di Promozione Sociale (APS). CHI SONO LE APS? Le APS sono enti “no profit” cui lo Stato ha da sempre fornito tutele e pri

I soci lavoratori e i soci volontari nelle cooperative sociali

  Le cooperative sociali costituiscono una delle forme giuridiche mediante cui viene svolta l' impresa sociale e fanno parte del cosiddetto Terzo Settore. La normativa che le regola deve, quindi, fondersi o integrarsi con quella che disciplina gli Enti del Terzo Settore (ETS) e in particolare l'Impresa Sociale. Le categorie di soci nelle cooperative sociali Nelle cooperative, in generale, sono due le categorie di soci: quelli interessati al rapporto o scambio mutualistico cui è mirata l'attività ( soci cooperatori ) e quelli interessati ad investire nel capitale della coop per ragioni di mero interesse finanziario ( soci finanziatori ). Per entrambi vigono limiti connessi alla figura di socio: per i cooperatori vi sono divieti di ricevere utili o quote delle riserve di patrimonio netto sia durante la vita della cooperativa che in occasione dello scioglimento della stessa, per i finanziatori vigono limiti in sede di potere di voto e di scelte “politiche” all'interno d

La SRL semplificata a confronto con la SRL ordinaria

  ORIGINE DELLA SRL SEMPLIFICATA (SRLS) La società a responsabilità limitata semplificata (SRLS) è stata costituita con la legge numero 27 del 2012, con lo scopo di rilanciare l’occupazione (in particolar modo quella giovanile), inserendo nell’ordinamento giuridico una forma societaria che fosse semplice da costituire. La SRLS, come anche la SRL tradizionale, è una società a responsabilità limitata: questo vuol dire che i soci non sono responsabili con il loro patrimonio personale, per i debiti della società stessa. Quindi se si costituisce una SRL, sia tradizionale che semplificata, le uniche somme che si rischiano di "perdere" sono quelle che si sono investite all'interno della società stessa: nessun creditore della società, per nessun motivo, potrà attaccare il patrimonio personale.   In tal senso, comunque, massima attenzione alla figura degli amministratori e alle possibili azioni di responsabilità, civili e penali, nei loro confronti. PRINCIPALI DIFFERENZE FRA SRL E