Passa ai contenuti principali

I soci lavoratori e i soci volontari nelle cooperative sociali

 

Le cooperative sociali costituiscono una delle forme giuridiche mediante cui viene svolta l'impresa sociale e fanno parte del cosiddetto Terzo Settore.

La normativa che le regola deve, quindi, fondersi o integrarsi con quella che disciplina gli Enti del Terzo Settore (ETS) e in particolare l'Impresa Sociale.


Le categorie di soci nelle cooperative sociali

Nelle cooperative, in generale, sono due le categorie di soci: quelli interessati al rapporto o scambio mutualistico cui è mirata l'attività (soci cooperatori) e quelli interessati ad investire nel capitale della coop per ragioni di mero interesse finanziario (soci finanziatori).

Per entrambi vigono limiti connessi alla figura di socio: per i cooperatori vi sono divieti di ricevere utili o quote delle riserve di patrimonio netto sia durante la vita della cooperativa che in occasione dello scioglimento della stessa, per i finanziatori vigono limiti in sede di potere di voto e di scelte “politiche” all'interno della società, come nel caso di scelta degli amministratori.

Per le cooperative sociali esistono due figure di soci particolari: i soci lavoratori e i soci volontari.


I soci lavoratori

Ai fini previdenziali, assistenziali e di tutela infortuni e sicurezza nei luoghi di lavoro questi soci hanno le stesse tutele dei lavoratori subordinati cui sono assimilati.

I soci lavoratori possono essere di tipo ordinario quando traggono un'utilità economica dalla loro prestazione lavorativa oltre che contribuire al conseguimento dello scopo mutualistico per cui la cooperativa è sorta oppure di tipo “svantaggiato”.

I lavoratori svantaggiati operano nelle cooperative di tipo “B”, i cui settori sono diversi da quelli socio sanitari od educativi, riservati alle cooperative di tipo “A”.

Per assumere la qualifica di “lavoratore svantaggiato” occorre rientrare in determinate categorie di soggetti per cui è prevista una tutela sociale la cui elencazione è contenuta in una legge del 1991 e in ulteriori decreti e atti della Pubblica Amministrazione.

La retribuzione e la disciplina normativa dei soci lavoratori, cosi come previsto dall'articolo 13 del D.lgs. n.112 del 2017 che ha disciplinato l'impresa sociale, deve essere comunque ancorato alle pattuizioni dei contratti collettivi nazionali.


I soci volontari

Questa figura di socio costituisce la peculiarità delle cooperative sociali nell'ambito imprenditoriale tradizionale e una delle figure su cui si basa il Terzo Settore in Italia.

Il socio volontario offre la propria prestazione lavorativa in forma gratuita, in quanto spinto da fini solidaristici e di sensibilità sociale: ad esso può essere riconosciuto solo ed esclusivamente un rimborso delle spese effettivamente sostenute nell'interesse della cooperativa, regolarmente documentate e secondo quanto stabilito dalla cooperativa nei propri regolamenti interni.

E' escluso, quindi, un rimborso a forfait ed è esclusa anche la remunerazione dell'eventuale capitale investito.

Questa figura di socio deve, comunque, essere prevista nello statuto della cooperativa.

A livello di tutela lavorativa occorre in ogni caso garantire l'assicurazione per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (di solito calcolata su retribuzioni convenzionali) nonché l'assicurazione RCT.

Con la riforma del Terzo Settore e la nuova disciplina dell'impresa sociale non basta che i soci volontari siano iscritti in apposita sezione del libro soci: occorre tenere e redigere un apposito registro dei volontari.

Il loro numero non può eccedere quello dei soci lavoratori, ma i volontari possono essere eletti negli organi sociali e hanno diritto di voto.

In definitiva, il loro impiego deve costituire misura complementare e non sostitutiva dei soci lavoratori: questo soprattutto nei casi di partecipazione delle cooperative di tipo “A” (servizi socio sanitari od educativi) a bandi pubblici, convenzioni o gare di appalto pubbliche.

Le modalità di organizzazione dei volontari, il loro numero, la loro efficienza, il loro impatto sulla vita della cooperativa e quello sociale sono tutti elementi che devono essere ben evidenziati nell'ormai obbligatorio bilancio sociale.

Commenti

Post popolari in questo blog

La SRL semplificata a confronto con la SRL ordinaria

  ORIGINE DELLA SRL SEMPLIFICATA (SRLS) La società a responsabilità limitata semplificata (SRLS) è stata costituita con la legge numero 27 del 2012, con lo scopo di rilanciare l’occupazione (in particolar modo quella giovanile), inserendo nell’ordinamento giuridico una forma societaria che fosse semplice da costituire. La SRLS, come anche la SRL tradizionale, è una società a responsabilità limitata: questo vuol dire che i soci non sono responsabili con il loro patrimonio personale, per i debiti della società stessa. Quindi se si costituisce una SRL, sia tradizionale che semplificata, le uniche somme che si rischiano di "perdere" sono quelle che si sono investite all'interno della società stessa: nessun creditore della società, per nessun motivo, potrà attaccare il patrimonio personale.   In tal senso, comunque, massima attenzione alla figura degli amministratori e alle possibili azioni di responsabilità, civili e penali, nei loro confronti. PRINCIPALI DIFFERENZE FRA SRL E

Associazioni e legge di Bilancio 2021: obbligatoria la partita IVA?

 Non bastavano i tanti mesi in cui si sono dovute limitare le attività associative per i provvedimenti governativi emanati per fronteggiare l'emergenza sanitaria per la diffusione del virus Covid Sars-19: questo anno 2020 sale alla ribalta delle cronache “del mondo del terzo settore e del no profit” per una vera e propria “minaccia” incombente . Le modifiche sono state introdotte nella legge di Bilancio 2021 sulla spinta di una delle numerose procedure di infrazione sollevate dall'Unione Europea nei confronti del nostro paese: in particolare questa procedura risale al 2010 ed è numerata come 2008. LE MODIFICHE 2021 ALLA NORMATIVA IVA PER LE ASSOCIAZIONI Il disegno di legge di Bilancio 2021, in discussione nei rami del Parlamento, prevede in un articolo una norma che, se approvata, andrebbe a modificare sostanzialmente la normativa IVA per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da : associazioni di interesse pubblico a favore di soci, associati e partecipanti;

La società a responsabilità limitata semplificata (SRLS)

  Indice: Origine della Srl semplificata (Srls) Principali differenze fra Srl e Srls Costi e adempimenti di costituzione Costi di gestione annui Adempimenti contabili Vantaggi e svantaggi Cosa non può fare una Srls Origine della Srl semplificata (Srls) La società a responsabilità limitata semplificata (SRLS) è stata costituita con la legge numero 27 del 2012, con lo scopo di rilanciare l’occupazione (in particolar modo quella giovanile), inserendo nell’ordinamento giuridico una forma societaria che fosse semplice da costituire . La SRLS, come anche la SRL tradizionale, è una società a responsabilità limitata : questo vuol dire che i soci non sono responsabili con il loro patrimonio personale per i debiti della società stessa. Quindi, se si costituisce una SRL, sia tradizionale che semplificata, le uniche somme che si rischiano di "perdere" sono quelle che si sono investite all'interno della società stessa: nessun creditore della società, per nessun motivo, potrà attacca